Neuropsicofisiologia

Neuropsicofisiologia

.

La valutazione diagnostica dello stato psicofisiologico di un soggetto, viene valutata attraverso una specialistica strumentazione clinica che permette di monitorare la situazione attuale sotto vari aspetti.

Nello specifico tre sono i settori clinici di intervento diagnostico che insieme ci permettono di avere un quadro neuropsicofisiologico clinico in cui versa il soggetto: EEG (Elettroencefalogramma), Poligrafia, HRV (Heart Rate Variability). Vediamole più nel dettaglio:

1) EEG (Elettroencefalogramma):

Attraverso tale strumentazione possiamo quindi osservare

i vari ritmi cerebrali:

– alfa, il ritmo del riposo mentale, del rilassamento psicosensoriale,

beta, il ritmo della veglia, dei calcoli mentali,

delta, quello del sonno profondo

theta, quello degli stati ipnagogici e qualora del sonno REM

Si valutano gli indici di Coerenza e Sincronizzazione:

La sincronizzazione tra i due emisferi viene associata alla presenza di stati di benessere ed emozioni positive, mentre la desincronizzazione è associata alla presenza di situazioni stressanti ed emozioni negative.

Al termine dell’esame è possibile calcolare e quindi  ottenere  una valutazione dell’INDICE di EQUILIBRIO PSICOSOMATICO

(test neurofisiologico brevettato CEFORP).

2) POLIGRAFIA

Il soggetto verrà successivamente esaminato mediante un insieme di esami POLIGRAFICI che ci daranno dettagliate informazioni sullo stato psicofisiologico del soggetto; nello specifico verranno esaminate le seguenti variabili:

EMG: Elettromiografia

Dal punto di vista fisiologico, l’elettromiogramma misura il livello di scarica delle fibre nervose motorie che innervano il muscolo, questo ad evidenziare come tale soggetto non soffra di tensione muscolare inconsce. Al contrario se si riscontrano indici elevati significa che ci sono tensioni muscolari.

GSR: (Galvanic Skin Resistence)

Questo tipo di esame clinico permette di valutare lo stato  psico-emozionale del soggetto e nello specifico valutare l’eventuale presenza  di una iperattività emozionale dovuta in genere a uno stato ansioso o di stress.

Si riconoscono due tipi di attività elettrotermica:

l’attività Tonica e l’attività Fasica. Più il soggetto è rilassato e calmo più il valore Tonico è alto; più il soggetto è influenzato  da stimoli emozionali, sensoriali e/o ideativi più l’attività Fasica è elevata.

PLETISMOGRAFIA:

La frequenza cardiaca viene monitorata mediante sistemi foto-ottici, fotopletismografia, valutando la frequenza cardiaca nelle condizioni di vasodilatazione (o di vasocostrizione) periferica in base all’ampiezza del segnale registrato.

VARIAZIONE TRMOCUTANEA:

La temperatura periferica cutanea è un ottimo indicatore  del livello di attivazione nervosa dell’organismo:

In condizioni di stress emotivo, di ansia, si osserva una notevole vasocostrizione periferica, mentre in condizioni  di rilassamento psicofisico la presenza di una vasodilatazione.

IMMAGINE RIASSUNTIVA POLIGRAFIA COMPLETA

3) HRV: (Heart Rate Variability)

La HRV è correlata alla interazione fra il Sistema Nervoso  Simpatico e Parasimpatico.

Il Sistema Simpatico è la normale risposta dell’organismo a una situazione di allarme, lotta, stress. Il Sistema Parasimpatico rappresenta la normale risposta dell’organismo ad una situazione di calma, riposo, tranquillità ed assenza di pericoli e stress.

Un altro aspetto importante da considerare è la tecnica del BIOFEEDBACK:

.

Il soggetto può intervenire nello specifico anche utilizzando il biofeedback:

Vengono attuati trattamenti specifici mediante l’utilizzo di tecniche con biofeedback che è principalmente orientato nel recupero del soggetto impegnato nell’attività sportiva e non.

La preparazione fisiologica di un soggetto può essere ricondotta ad un “principio psicofisiologico” che stabilisce come ad ogni cambiamento fisiologico sia associato un parallelo cambiamento nello stato mentale ed emozionale e, viceversa, ad ogni cambiamento nello stato mentale ed emozionale, conscio o inconscio, sia associato ad un cambiamento adeguato e corrispondente nello stato fisiologico.

Con il biofeedback il soggetto impara a riappropriarsi della capacità di controllare e di poter influenzare le proprie risposte fisiologiche attraverso una retroazione psicofisiologica e una maggiore propriocezione.

La consapevolezza dei propri stati interni, acquisita dal soggetto mediante le tecniche del biofeedback ha come scopo il raggiungimento di un migliore autocontrollo di quelle variabili fisiologiche che sono coinvolte nella funzione sulla quale si vuole imparare ad agire; è uno strumento indispensabile per l’intervento di condizionamento, attraverso il quale il soggetto può seguire l’andamento delle proprie variabili somatiche, altrimenti non percepibili.

Attraverso il biofeedback aiuta l’operatore nella acquisizione di informazioni in relazione al funzionamento psicofisico del soggetto al fine di aiutarlo ad affrontare e conseguentemente uscire da un momento di ‘crisi’, il rapporto con lo psicologo  sarà quindi determinante per affrontare insieme tali problematicità.