Dipendenza da Internet

Dipendenza da Internet

DIPENDENZA SENZA SOSTANZE

La dipendenza da Internet è un problema sempre più rilevante soprattutto tra i giovani con ripercussioni sulla vita personale, professionale o scolastica. Spesso la sottovalutano o negano la dipendenza stessa.

Cercheremo di fare una sintesi informativa di cosa sia e quello che comporta tale dipendenza.

La dipendenza da Internet può essere considerata un sintomo psicologico che può associarsi a differenti quadri diagnostici e clinici. Prima di parlare nello specifico della dipendenza da Internet è bene dare un piccolo accenno a che cosa è una dipendenza e nello specifico cosa è una “dipendenza senza sostanza”.

“Dipendenza” non significa sempre patologia. La dipendenza può essere anche sana. Pensiamo, ad esempio, alla naturale relazione genitore/figlio, questa sarà necessaria al bambino per acquisire delle abilità e delle competenze che lo porteranno ad avere maggior fiducia nei propri mezzi. Si può parlare invece di dipendenza in senso patologico quando la maggior parte del tempo e delle energie vengono spesi nell’utilizzo della rete, creando in tal modo menomazioni forti e disfunzionali nelle principali e fondamentali aree esistenziali; come quella personale, relazionale, scolastica, familiare, affettiva.

Generalmente intendiamo la dipendenza come dipendenza da sostanze, quindi da stupefacenti (cocaina, eroina, marijuana ecc.), alcool, caffeina e tabacco. Esistono, però, altre forme di dipendenza dette “senza sostanza” o in altri termini dipendenze comportamentali.

Parlando di dipendenza comportamentale dobbiamo introdurre il concetto di compulsione. Il comportamento compulsivo è un impulso a svolgere determinate azioni ripetute nel tempo, con l’intento di sperimentare gratificazione o di alleviare delle sensazioni negative. Le dipendenze comportamentali sono, quindi, dei comportamenti compulsivi messi in atto alla ricerca di una “ricompensa”, nonostante il soggetto sia consapevole che tali azioni possano essere causa di successive conseguenze negative.

A lungo andare il soggetto non proverà più piacere perché la gratificazione sarà presente solo nelle fasi iniziali della dipendenza per poi essere sostituita da una compulsione incontrollabile. Questi comportamenti patologici inoltre porteranno il soggetto a un’instabilità emotiva (ansia, rabbia e depressione), agitazione psicomotoria e a depauperare le sue relazioni. Ci sono momenti di astinenza (proprio come per le dipendenze da sostanze) quando il soggetto ridurrà o interromperà il comportamento.

Tra queste forme di dipendenza rientrano lo shopping compulsivo, la dipendenza affettiva, la dipendenza sessuale, il gioco d’azzardo patologico, la dipendenza dal lavoro e la dipendenza da Internet. Parliamo di quest’ultimo tenendo presente le considerazioni sopra fatte.

La dipendenza da Internet è, quindi, una dipendenza comportamentale costituita d azioni compulsare e disfunzionali inerente ad ogni apparato legato al mondo di Internet (smartphone, computer, tablet). Un disturbo nel controllo degli impulsi che comporta cambiamenti drastici nello stile di vita della persona la quale, essendo assorbita completamente da Internet, comincia a disinteressarsi della propria vita in maniera sempre maggiore.

Internet è senza confini, senza limiti: né di spazio (è in ogni luogo, senza essere in alcun luogo), né di tempo (è pronto al consumo quando voglio). Il telefono cellulare va di pari passo con Internet. Strumento, usato per consentire di essere simultaneamente sempre soli e mai soli.

Guardiamo, per esempio, il gioco d’azzardo come è “stato modificato” dall’avvento di Internet. Prima del web il gioco d’azzardo era divertimento, emozioni forti, una parentesi nella quotidianità. In passato era molto più facile da praticare in tempi limitati e luoghi definiti, ora queste dimensioni si sono perse con il rischio di passare dal piacere alla dipendenza. Il gioco d’azzardo è anche illusione di cambiamento e potente segnale di sfiducia nelle proprie possibilità di incidere efficacemente sulla propria vita.

Nell’illusione di guadagno e nell’eccesso, si perde la consapevolezza della certezza di perdita. Fa strada così lo sviluppo della dipendenza e viene coniato il termine Internet Addiction (IAD) nella metà degli anni ‘90 da Ivan Goldberg: un comportamento maladattivo nell’uso di Internet legato a compromissione e disagio clinicamente significativo in diversi aspetti di vita del soggetto.

Successivamente la ricercatrice Kimberly Young fine anni’90 estese il termine dipendenza da Internet, introducendo dei fattori che rendono il mondo di Internet ancora più allettante e desiderabile per il dipendente.
Introdusse così il modello ACE, acronimo di Accessibilità (Internet è facilmente accessibile per l’utente 24 ore su 24 in ogni luogo e con vari strumenti) , Controllo (l’illusione di controllare ciò che si vuole come le persone, emozioni e comportamenti) Eccitazione (le numerose immagini, i suoni, i video porteranno i soggetti a sentirsi eccitati nel momento in cui navigheranno). Un circolo vizioso che trasformerà facilmente il comportamento da normale in patologico.

Esempi che possono evidenziare se è presente la dipendenza nel soggetto:

  • Necessità di aumentare il tempo speso collegati ad internet per raggiungere lo stesso grado di soddisfazione precedente
  • Ripetuti sforzi di limitare l’uso di Internet
  • Irritabilità, depressione o instabilità emotiva quando l’uso di Internet viene limitato
  • Passare online più tempo di quanto precedentemente stabilito
  • Mettere a repentaglio lavoro o relazioni importanti per passare del tempo su Internet
  • Mentire ad altre persone circa il tempo che si passa su Internet
  • Utilizzare Internet come strumento di regolazione delle emozioni negative
  • Ambito della salute: la dipendenza da Internet provoca numerosi problemi fisici che possono insorgere stando a lungo seduti davanti al computer (disturbi del sonno, irregolarità dei pasti, scarsa cura del corpo, mal di schiena, stanchezza degli occhi, mal di testa, sindrome del tunnel carpale)

Secondo la psicologa Kimberly Young esistono delle principali tipologie di dipendenza virtuale:

  • Cyber-sexual addiction (o da sesso virtuale): Gli individui che ne soffrono sono di solito dediti allo scaricamento, all’utilizzo e al commercio di materiale pornografico online, o sono coinvolti in chat-room per soli adulti. Queste persone adottano spesso un comportamento passivo, in quanto non hanno interesse a instaurare una relazione con l’altro.
  • Cyber-relational Addiction (o dalle relazioni virtuali): Riguarda quei soggetti che hanno delle relazioni all’interno della rete utilizzando chat e social network.
  • Gaming: La dipendenza dai giochi in rete comprende una vasta categoria di comportamenti, compreso il gioco d’azzardo patologico, i videogame, lo shopping compulsivo e il commercio online compulsivo. In particolare, gli individui utilizzeranno i casinò virtuali, i giochi interattivi, i siti delle case d’asta o le scommesse su Internet, soltanto per perdere importi eccessivi di denaro, arrivando perfino ad interrompere altri doveri relativi all’impiego o rapporti significativi.
  • Information Overload (Sovraccarico cognitivo): Riguarda quei soggetti che in modo incontrollato ricercano materiale online e navigano continuamente e compulsivamente in Internet.
  • Net compulsions: Comprende i comportamenti compulsivi della rete virtuale, come lo shopping compulsivo online e il gioco d’azzardo patologico (gambling) online.

In conclusione è importante citare anche una vera e propria sindrome da disconnessione detta nomofobia. La nomofobia (no-mobile) è un nuovo termine utilizzato per categorizzare quei soggetti che sperimentano emozioni negative, come ansia, rabbia e tristezza quando non sono connessi con il proprio smartphone. Alcuni comportamenti citabili sono, per esempio, portare lo smartphone sempre con sé, portare ovunque il carica batterie, guardare continuamente il cellulare per vedere se ci sono chiamate o messaggi, avere più smartphone a disposizione etc.