LA VIOLENZA SESSUALE SUI MINORI: Articolo Introduttivo

LA VIOLENZA SESSUALE SUI MINORI: Articolo Introduttivo

07/02/2022

All’interno di questo spazio tratteremo di un argomento sensibile e complesso, cercando di far luce sulle modalità e i fattori che contraddistinguono la violenza sessuale in ambito minorile. Questo articolo servirà come introduzione ed inquadramento del fenomeno in modo che, nei successivi articoli, questo possa essere approfondito e discusso tenendo in mente quali sono le caratteristiche che stiamo prendendo in considerazione.

La violenza sessuale nella nostra cultura, a prescindere dalle caratteristiche demografiche della vittima e del colpevole, è un comportamento antico, immorale ma, soprattutto, estremamente complesso. Questa complessità è determinata essenzialmente da due cause:

  • la difficoltà nell’identificare e nell’enumerare i casi di interesse;
  • l’estrema varietà delle sue manifestazioni.

 

 

Per quanto riguarda il primo aspetto, infatti, il primo limite che si incontra quando si cerca di comprendere i motivi che possono concorrere a determinare una violenza sessuale, concerne la denuncia delle casistiche; o, per meglio dire, la loro “non denuncia”; che rende il fenomeno non pienamente “apprezzabile” da un punto di vista statistico e scientifico. Ciò che contribuisce a questa mancanza di dati sarà trattato nei successivi approfondimenti ma qui, per brevità, ci limiteremo a dire che vi giocano una parte sia fattori sociali e psicologici (ad esempio vergogna e senso di impotenza), che fattori culturali (ad esempio, in alcune culture stupro è comunemente accettato e tollerato).

Per quanto riguarda il secondo aspetto, invece, ci basti pensare a quanti innumerevoli modi possano esistere per molestare sessualmente un individuo e trarne le relative considerazioni.

“Il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subito violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila). Ha subito violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner il 13,6% delle donne (2 milioni 800 mila), in particolare il 5,2% (855 mila) da partner attuale e il 18,9% (2 milioni 44 mila) dall’ex partner. La maggior parte delle donne che avevano un partner violento in passato lo hanno lasciato proprio a causa delle violenza subita (68,6%). In particolare, per il 41,7% è stata la causa principale per interrompere la relazione, per il 26,8% è stato un elemento importante della decisione. Il 24,7% delle donne ha subito almeno una violenza fisica o sessuale da parte di uomini non partner: il 13,2% da estranei e il 13% da persone conosciute. In particolare, il 6,3% da conoscenti, il 3% da amici, il 2,6% da parenti e il 2,5% da colleghi di lavoro.” (Istat, 2014)

In questa sede prenderemo in considerazione solamente i casi in cui la violenza sessuale viene riferita a soggetti minorenni e vedremo che, nonostante si attui una riduzione per quanto riguarda le possibili casistiche da esaminare, non si giunga ad una semplificazione dell’oggetto di studio e, anzi, insorgano nuove difficoltà. Quando si parla di violenza sessuale su minori si fa riferimento, infatti, a specifici comportamenti che vengono definiti come:

“Coinvolgimento del minore in attività sessuali che lui o lei non comprendono pienamente, verso cui sono incapaci di fornire il consenso, per le quali il minore non è preparato da un punto di vista di sviluppo psico-fisico o, altrimenti, che violino le leggi o i tabù della società. I minori possono essere sessualmente abusati sia da adulti che da altri minori i quali – in funzione della loro età o stato di sviluppo – si trovino in una posizione di responsabilità, fiducia o potere sulla vittima.” (OMS, 2016)

Come abbiamo già specificato precedentemente questo spazio servirà solo da introduzione alla trattazione di questo fenomeno tuttavia, ci teniamo, avvalendoci del grafico sottostante, a fornire i dati più aggiornati sulla situazione italiana.

 

Come possiamo osservare, l’andamento delle sette variabili considerate, che fanno riferimento al numero di vittime per reato, è rimasto pressoché stabile nel periodo 2014-2018 con una maggiore incidenza dei casi di Violenza sessuale <14 e Atti sessuali con minorenni (con una media rispettivamente di 405 e 427 casi). Gli altri dati significativi forniti dal Ministero dell’Interno riguardano il fatto che la maggioranza delle vittime, in tutto l’arco di tempo considerato, sia di sesso femminile (intorno all’80% dei casi) e che la maggior parte degli aggressori sia di sesso maschile (intorno al 90% dei casi). Infine, un ulteriore dato degno di nota è quello circa l’età delle vittime dei reati Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile, Pedopornografia e Detenzione di materiale pornografico (per gli altri reati, purtroppo, i dati sull’età di vittime e aggressori non sono riportati). Nei reati sopracitati si osserva la stessa tendenza di fondo per quanto riguarda il genere della vittima (sproporzione di femmine che sono, anche se con percentuali variabili, sempre più del 50% delle vittime per ogni reato) mentre esistono leggere differenze circa l’età. Infatti, nei reati legati a pedopornografia e detenzione di materiale pornografico si riporta una leggera maggioranza di vittime appartenenti alla fascia 14-17 anni (rispettivamente 47% e 43%), seguita dalla fascia 0-13 anni (40% e 34%). Nel caso della prostituzione, mentre la maggioranza assoluta delle vittime appartiene alla fascia 14-17 anni (73%), si osserva una controtendenza con una percentuale di vittime superiore per la fascia degli aventi 18 anni o più (15%).

Rimandiamo ai successivi articoli per lo studio e l’approfondimento di questo fenomeno così scioccante e pericoloso.

Cogliamo l’occasione per ricordare che presso il nostro Centro CEFORP è attivo un Centro Specialistico di osservazione dei suddetti fenomeni a cui ci si può rivolgere per valutazioni e trattamenti in merito, sia in caso di accertata violenza.

 

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Autore: Dott. Lorenzo Bonaccorso

Revisore: Dott.ssa Gioia Galli

 

BIBLIOGRAFIA

ISTAT (2014), Il numero delle vittime e le forme della violenza, ISTAT, Roma.

ISTAT (2020), Indagine conoscitiva sulle forme di violenza fra i minori e ai danni di bambini e adolescenti, ISTAT, Roma.

WHO (2006), Preventing child maltreatment: a guide to taking action and generating evidence, WHO, Ginevra.