Il Sostegno nel Post-Adozione

Il Sostegno nel Post-Adozione

29/04/2021

L’adozione è un istituto giuridico grazie al quale soggetti rimasti senza genitori naturali, o da questi non riconosciuti o non educabili, possono diventare figli legittimi di altri genitori.

L’adozione in Italia è regolamentata dalla legge n. 184 del 1983 “Disciplina dell’adozione e dell’affido dei minori”, che pone in primo piano il diritto del minore ad avere una famiglia.

Rappresenta, quindi, una misura di protezione sociale rivolta a bambini in stato di abbandono, uno strumento determinante per la tutela e la protezione dell’infanzia.

L’adozione può essere sia nazionale sia internazionale e sebbene presentino alcune differenze possiamo individuare quelle che sono le macrofasi del percorso adottivo: informazione e preparazione, valutazione di idoneità, attesa, abbinamento e fase post-adottiva.

L’adozione quindi non rappresenta un singolo evento circoscritto nel tempo ma un processo dinamico e complesso per questo comporta la  necessità che le famiglie vengano adeguatamente preparate e sostenute in tutte le fasi del viaggio sia nella fase pre-adottiva che nella fase post-adottiva (Sturgess & Selwyn, 2007).

Prendendo nello specifico quest’ultima fase si intende il periodo che inizia con l’arrivo del bambino a casa e prevede, secondo la legge n.476 del 1998, che le famiglie vengano supportate dal punto di vista sociale e psicologico e seguite per monitorare l’adozione e l’inserimento del bambino anche attraverso la stesura di relazioni, per la durata di almeno un anno nell’adozione nazionale e per tre anni per quanto riguarda quella internazionale. 

La ricerca suggerisce, tuttavia, come la necessità e la richiesta dei servizi di post-adozione aumenti nel tempo (Wind, Brooks & Barth, 2007), evidenziando quindi il bisogno di continuità di tali servizi. Infatti una criticità che emerge dalla letteratura è relativo al fatto che molto spesso questo supporto sia limitato al periodo successivo l’arrivo del minore, limitato semplicemente alle visite regolamentate dalla legge finalizzate alla relazione post-adottiva, e come questo porti a una discrepanza tra ciò di cui la famiglia necessita e quello che viene offerto (Faulkner et al., 2017). 

L’arrivo del figlio non rappresenta la fine dell’iter adottivo ma l’inizio di un nuovo percorso che porta con sé nuove sfide che mettono in gioco abilità, risorse e relazioni. Il supporto, quindi, dovrebbe essere garantito per tutto il tempo necessario a favorire l’inserimento del bambino e l’instaurarsi di relazioni positive (Simonelli, 2014). 

A questo proposito un ruolo importante è ricoperto dai servizi territoriali e dagli enti istituzionali, poiché qualsiasi attività professionale può rappresentare uno strumento utile ad evitare il sopravvento di eventuali difficoltà e incrementare la probabilità di un esito positivo. Infatti all’interno dei rapporti e delle relazioni che caratterizzano questo processo, non esistono solo quelle che si instaurano tra genitori e bambini, ma anche con i professionisti dell’adozione e quindi anche con i vari attori istituzionali che si incontrano durante il percorso. 

Le famiglie possono rivolgersi ai servizi post-adozione per uno o più problemi, e sebbene questi possono essere correlati a qualsiasi aspetto dell’adozione ci sono alcuni bisogni che più frequentemente portano le famiglie a cercare aiuto. 

I problemi possono riguardare ad esempio il vissuto del bambino e il contesto sociale/culturale da cui proviene, il vissuto dei genitori rispetto all’acquisizione del ruolo genitoriale, i cambiamenti nelle dinamiche quotidiane nella relazione di coppia, l’accoglienza del minore da parte della famiglia, l’ inserimento scolastico, la gestione degli aspetti educativi e di eventuali comportamenti problematici e la comunicazione attorno all’adozione. I servizi offerti possono includere ad esempio gruppi di supporto e formazione, psico-educazione e servizi di salute mentale.

Sebbene ci siamo famiglie che ritengono tali Servizi adeguati a soddisfare le loro esigenze, altri riferiscono una chiara discrepanza tra i problemi e la qualità del supporto fornito. 

In base alle ricerche si evidenziano, infatti, dei limiti rispetto al sostegno ricevuto dai Servizi (Palacios et al., 2019) che evidenziano come in alcuni casi questi siano percepiti come occasionali e irregolari o limitati a semplici consigli (Barth & Miller, 2000). 

È importante considerare che la mancanza di utilizzo dei Servizi da parte dei genitori non indica sempre che questi non necessitino di sostegno, ma che questo può dipendere da una serie di fattori: la mancata conoscenza della disponibilità di tali servizi, da qui, la scomodità degli orari e dei luoghi dove vengono offerti. 

Inoltre viene riportato anche il fatto come spesso questi genitori cercano aiuto presso fonti alternative come ad esempio amici, Associazioni e altri genitori adottivi, sottolineando l’importanza di poter condividere e confrontarsi su tematiche comuni (Dhami et al., 2007).

Ciò che emerge, quindi, è che affinché sia garantito il sostegno è necessaria la collaborazione tra i vari attori istituzionali come operatori, servizi territoriali, centri di adozione ed Enti Autorizzati nel caso di adozione internazionale e di garantire la continuità di tale supporto (Faulkner et al., 2017). 

Infine è fondamentale ampliare tali servizi non solo ai compiti burocratici richiesti o a situazioni ritenute gravi, ma anche nelle situazioni ritenute “normative” assumendo il ruolo di pratica di prevenzione universale (Canzi et al., 2017).

 

Autrice: Dott.ssa Silvia Nannini

Revisore: Dott.ssa Gioia Galli 

 

BIBLIOGRAFIA

Barth, R. P., & Miller, J. M. (2000). Building effective post‐adoption services: What is the empirical foundation?. Family Relations49(4), 447-455.

Campanato, G. (2010). L’adozione internazionale ed il post adozione: un cammino che prosegue. MINORIGIUSTIZIA, 2,169-178.

Canzi, E., Rosnati, R., Cursio, L., & Buratti, P. (2017). Accompagnare  le famiglie nel post-adozione: intrecci tra ricerca accademica e intervento dei servizi. MINORIGIUSTIZIA, 4, 56-63.

Chistolini, M. (2013). Valutazione e sostegno alla genitorialità sociale: come creare continuità?. MINORIGIUSTIZIA, 2, 28-39.

Dhami, M. K., Mandel, D. R., & Sothmann, K. (2007). An evaluation of post-adoption services. Children and Youth Services Review29(2), 162-179.

Faulkner, M., Adkins, T., Fong, R., & Rolock, N. (2017). Risk and protective factors for discontinuity in public adoption and guardianship: A review of the literature. Southfield, MI: National Quality Improvement Center for Adoption and Guardianship Support and Preservation

Palacios, J., Rolock, N., Selwyn, J., & Barbosa-Ducharne, M. (2019). Adoption breakdown: Concept, research, and implications. Research on Social Work Practice29(2), 130-142

Palacios, J., Sanchez-Sandoval, Y., & Leon, E. (2005). Intercountry disruptions in Spain. Adoption Quarterly9(1), 35-55.

Sturgess, W., & Selwyn, J. (2007). Supporting the placements of children adopted out of care. Clinical Child Psychology and Psychiatry12(1), 13-28.