COVID-19 e I.A.D. (Internet Addiction Disorder)

COVID-19 e I.A.D. (Internet Addiction Disorder)

11/01/2021

Vorrei porre l’attenzione su una grave situazione che si è venuta a creare in questa emergenza COVID-19 che è quella legata all’isolamento sociale, la limitazione dovuta dalle restrizioni dei contatti sociali che abbiamo dovuto intraprendere in tale fase è stata vissuta da molti soggetti drammaticamente, andando a rafforzare per alcuni, e conoscere per la prima volta per altri, forme di dipendenza psicologicamente molto dannose e preoccupanti.

Molti soggetti, e non solo i giovani, nella forma forzata di “isolamento” preventivo che abbiamo attraversato si sono ritrovati a sviluppare una delle forme di dipendenza più dannose della nostra epoca, la I.A.D. Internet Addiction Disorder (Dipendenza da Internet), un vero e proprio disturbo patologico, causato dall’abuso nell’utilizzo di Internet.

Molti soggetti sono arrivati a sviluppare un vero e proprio isolamento sociale, perdendo i contatti con la realtà. Si viene a creare un circolo vizioso che spinge a cercar conforto, svago, distrazione e sollievo in rete, accantonando i veri disagi, che così facendo non vengono risolti ed affrontati.

La dipendenza da Internet riguarda indifferentemente bambini, adolescenti e adulti.

Nei soggetti che presentano una compulsione incontrollata nell’utilizzo di Internet spesso sono presenti: depressione, ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, fobia sociale, ADHD, altre forme di dipendenza (da sostanze, shopping compulsivo, gioco d’azzardo patologico, dipendenza sessuale), disturbi di personalità (maggiormente disturbo narcisistico, evitante e dipendente), bassa autostima, bassa autoefficacia.

In altri termini il social network agisce come deterrente e via di fuga per persone che nella vita sociale reale sperimentano difficoltà di socializzazione. A causa di tratti del carattere come la timidezza o situazioni d’isolamento sociale, l’utilizzo delle nuove tecnologie e dei social network sembrano diventare una fonte privilegiata di emozioni e sensazioni appaganti e intense, seppure scaturite da dimensioni del tutto virtuali, così che Internet può rappresentare un mezzo per fuggire dalla realtà quotidiana e rifugiarsi in un mondo illusorio e gratificante, in cui l’elemento virtuale permette di superare le difficoltà e le inibizioni che possono caratterizzare le interazioni reali, si innescano così meccanismi patologici che condizionano pesantemente le relazioni sociali, la situazione finanziaria e la salute mentale delle persone coinvolte.

L’elevato livello di controllo e di autodeterminazione che il soggetto può avere sulle attività online induce un potente senso di onnipotenza, che però è virtuale e non reale.

Chiaramente queste Dipendenze da Internet sono più frequenti in persone che presentano una fragilità emotiva di base. Si attivano in soggetti che vivono già difficoltà psicologiche come depressione, disturbi ossessivi-compulsivi, disturbi d’ansia.
In queste persone l’uso di Internet viene vissuto come un tentativo di compensare le problematiche relazionali reali, o di evadere dalle difficoltà e dalla sofferenza emotiva.

Capiamo quindi che nella situazione che si è venuta a creare nell’emergenza COVID-19 dette problematiche hanno spesso fatto da padrona in un sistema psichico già predisposto a tale accoglienza. Molti sono stati in questo ultimo periodo i casi pervenuti al nostro Centro richiedendo assistenza e intervento immediato.

L’utilizzo smodato e improprio del cellulare come di internet può provocare non solo enormi divari fra le persone, ma anche portarle a chiudersi in se stesse, sviluppare insicurezze relazionali o alimentare paura del rifiuto, a sentirsi inadeguate e bisognose di un supporto anche se esterno e fine a se stesso.

Gli adolescenti sono biologicamente e psicologicamente più vulnerabili alle dipendenze. Il virtuale può essere una fuga e pone una serie di problemi continui.

Si connotano influenze negative sul rendimento lavorativo o scolastico, tendenza all’isolamento dal mondo reale e preferenza del mondo virtuale e difficoltà a gestire e limitare il tempo online.

L’abuso dei social network può portare all’isolamento come conseguenza della nomofobia, quando i soggetti non possono collegarsi ad Internet per svariati motivi (non c’è linea, c’è sovraccarico, hanno lasciato a casa lo smartphone, hanno la batteria scarica, ecc.) ed è caratterizzata da sintomi di ansia e panico, per la paura di non aver più informazioni o essere abbandonati e conseguentemente rimanere soli.

Da non dimenticare che tra queste forme di dipendenza, c’è anche la cosiddetta ludopatia, ovvero la dipendenza da giochi e gambling, alla quale contribuiscono e in grande scala anche i dispositivi mobili.

In Italia, il fenomeno del gioco d’azzardo ha degli effetti importantissimi sulla popolazione, avendo raggiunto ormai volumi di gioco elevatissimi. Così come accade in maniera disarmante nei confronti della Dipendenza da Sesso virtuale (Video pornografici, cyber-sex), con soggetti che passano l’intera giornata rifugiandosi in questo mondo immaginifico. Nei giovanissimi e non solo, abbiamo un rischio da un lato che non ci sia un adeguato sviluppo della maturazione psicosessuale e dall’altro anche di funzionamento sessuale come conseguenza dell’uso eccessivo della sessualità online.

Si hanno così vere e proprie crisi di astinenza quando non si può accedere ad Internet: i sintomi sono gli stessi delle dipendenze classiche da sostanze ossia irritabilità, nel caso di impossibilità di accedere a Internet e tolleranza, necessità di aumentare il tempo di permanenza in Internet e difficoltà a tornare offline.

Quando per scelta l’individuo non è connesso o quando la connessione non è possibile, si presentano allora seri sintomi psicologici come ansia, pensieri fissi, depressione, attacchi di panico, paura (ad esempio di non avere più informazioni o collegamenti e di stare o rimanere da soli),problemi di sonno, insicurezza, suscettibilità, etc., così come tutte le conseguenze psicologiche negative tipiche delle dipendenze come ad esempio Craving, Tolleranza e Astinenza.

Ad essi si aggiungono problemi sociali, familiari, affettivi e lavorativi quali ritardi o assenze a scuola o a lavoro (con la sua possibile perdita), graduale isolamento, distorsione dei rapporti affettivi e sociali, disgregazione dal gruppo familiare ed amicale.

Anche a livello fisico possono subentrare molteplici problemi come ad esempio emicrania, stress oculare, iper sudorazione, tachicardia, tensioni, crampi e/o dolori muscolari (a causa delle numerose ore passate davanti al computer), forte stanchezza.

Alla base di simili patologie vi è una sottostante struttura di personalità fragile e con svariate problematiche legate alla fiducia e stima in sé (autostima), alla sfera relazionale (incapacità di trovare soddisfazione e piacere nell’intrattenere relazioni reali e vive con gli altri), nonché alla sfera cognitiva (intromissioni di pensieri costanti e ripetitivi: ossessioni).

Si deve mettere in primo piano come tutte le dipendenze siano associate ai cosiddetti “disturbi di personalità”, tra i quali spicca proprio il disturbo dipendente di personalità che si manifesta proprio nel cercare qualcosa (droga, alcool, social network) o qualcuno (familiari, partner) a cui aggrapparsi costantemente.

A livello celebrale vengono rilasciate maggiori quantità di sostanze psico-attivanti e a livello mentale si creano meccanismi e schemi ricompensatori che portano al riutilizzo continuo e sempre maggiore.

Dal punto di vista neurobiologico nel cervello si attivano gli stessi circuiti cerebrali e gli stessi neurotrasmettitori implicati nella dipendenza da sostanze. Si attivano i cosiddetti circuiti di reward, cioè di gratificazione e rinforzo, con scarica di dopamina che è il neurotrasmettitore chimico del piacere.

Prof. Dott. Antonio Galli